Lotta biologica alla cocciniglia dei pini: adulti e neanidi di Toumeyella

Lotta biologica alla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis)

Orlando Vezzoli (dottore, smarTrees srl), Riccardo Paganini (forestale, smarTrees srl)

La lotta biologica alla cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis) è sicuramente un’opzione da prendere in considerazione. L’insetto parassita proveniente dagli Stati Uniti d’America, sta divenendo negli ultimi anni un serio problema anche nel Lazio e per questo è necessario prendere in considerazione tutte le possibili armi per contrastarne la diffusione.

Abamectina: il principio attivo autorizzato nella lotta alla Toumeyella

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per combatterla ha recentemente approvato, con apposito decreto, l’uso di un insetticida a base di abamectina, nel tentativo di eradicare la Toumeyella.

Nel caso specifico il principio attivo avrà un impatto ridotto sull’ambiente, poiché l’uso autorizzato sarà unicamente quello in endoterapia. E’ evidente però che la somministrazione dei fitofarmaci non potrà mai essere ad impatto nullo. Si tratta quindi di capire fino a quando sia indispensabile ricorrere a trattamenti con fitofarmaci e quando le condizioni di infestazione permetteranno di cambiare strategia.

La lotta biologica alla cocciniglia può essere una soluzione?

A Roma, alcune associazioni stanno da tempo tentando una via alternativa: la lotta biologica. Nell’estate 2020 sono state fatte le prime prove ricorrendo a due coccinelle antagoniste della cocciniglia del pino: il crittolemo (Cryptolaemus montrouzieri) e la coccinella europea Exochomus quadripustulatus. Anche in questa primavera ed estate sono previsti numerosi lanci di coccinellidi in varie zone di Roma.

lotta biologica alla cocciniglia tartaruga: adulto di crittolemo
Adulto di Cryptolaemus – foto By Gilles San Martin – https://www.flickr.com/photos/sanmartin/49625349422/,
CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=90347071
lotta biologica alla cocciniglia dei pini - Adulto di Exochomus
Adulto di Exochomus – By Francisco Welter-Schultes – Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62858929

Sebbene l’iniziativa sia condivisibile e dimostri impegno, partecipazione e interesse da parte dei cittadini, si sente ancora la necessità di organizzare queste attività sotto un profilo più scientifico: chiaramente con il supporto di Università ed Enti di ricerca. Le coccinelle sono predatori polifagi e raramente convivono fra loro oltre una certa soglia di densità. In alcuni casi si osservano fenomeni di cannibalismo fra le loro larve. Per queste ragioni il loro impiego andrebbe monitorato, in modo tale da sviluppare un modello di predazione sulla cocciniglia, con l’intento di valutare quanto siano efficaci. La necessità di accumulare questi dati sorge nel momento in cui si voglia veramente proporre la lotta biologica come un valido approccio alternativo, o più probabilmente integrato, alla lotta chimica.

In altre parole: se un privato cittadino oppure un Ente pubblico avessero la necessità di affrontare il problema della cocciniglia in un’area di proprietà, è logico vogliano essere sicuri di spendere i loro soldi in una lotta efficace. Al momento non sono ancora disponibili dati significativi che possano confermare che questa lotta biologica lo sia.

Programmiamo la lotta biologica alla Toumeyella: gli elementi chiave

Alla base di un buon programma di lotta biologica alla cocciniglia del pino dovrebbe esservi la verifica del tasso di predazione da parte delle due specie di coccinelle impiegate. In entrambi i casi si parla infatti di predatori polifaghi che vengono attratti anche da altre prede oltre che dalla Toumeyella. C’è il rischio che le preziose coccinelle lascino il campo di battaglia sulle chiome dei pini, per trasferirsi su altre piante, attaccando altri parassiti.

In seguito, sarebbe utile poi valutare il loro grado di dispersione (capacità di colonizzare aree limitrofe a quelle dove è avvenuto il rilascio).

Per quanto riguarda il crittolemo, inoltre, è importante verificare il tasso di sopravvivenza all’inverno. Questa coccinella infatti è originaria dell’Australia e non sempre è in grado di adattarsi al clima italiano. Non a caso tutte le biofarm produttrici indicano la necessità di effettuare i lanci quando le temperature si sono stabilizzate sopra i 25°C (le uova si schiudono solo con temperature stabili sopra i 27°C).

Lotta biologica alla cocciniglia - monitoraggio effetti del lancio di adulti e larve di crittolemo
Anche nella lotta biologica alla cocciniglia tartaruga è fondamentale il monitoraggio.
Tecnici di smarTrees srl durante la periodica verifica degli esiti del lancio di larve e adulti di crittolemo.

Il Mipaaf, nella direttiva che riguarda la cocciniglia del pino, parla di eradicazione. Questo termine indica che l’obbiettivo della lotta alla cocciniglia è quello di eliminarla definitivamente dal territorio, in quanto insetto alloctono. Purtroppo è altamente improbabile che questo risultato possa essere raggiunto esclusivamente con la lotta biologica. Appare quindi scontata la necessita di un intervento anche con insetticidi. A voler essere onesti e pragmatici, scarse sono pure le probabilità che persino la lotta chimica possa ormai contenere il parassita.

Per ultimo è necessario affrontare l’aspetto economico. L’acquisto e la distribuzione di questi predatori rappresentano ovviamente un costo. Fra le due voci, la distribuzione è quella che rischia di rendere non sempre sostenibile il trattamento dal punto di vista economico appunto. Gli antagonisti naturali della cocciniglia andrebbero distribuiti sulle chiome dei pini, attività che richiede manodopera specializzata e attrezzatura adeguata, come le piattaforme sopraelevate. Questo obbligo deriva dal fatto che le coccinelle liberate hanno una scarsa capacità di movimento e, come detto precedentemente, si “distraggono” facilmente, spostando la loro attenzione su altri parassiti.

La forza della lotta integrata

In conclusione, la lotta biologica alla cocciniglia tartaruga, può assumere secondo noi un’importanza rilevante. Attualmente però non può che rappresentare solo una parte di un più ampio protocollo di intervento. La lotta biologica sarà possibile, se l’infestazione è massiccia, solo dopo un primo controllo con fitofarmaci. L’intervento con predatori naturali per contro potrà essere anticipato nei casi di infestazioni localizzate o nelle fasi preliminari di formazione dei focolai. La lotta integrata come sempre è la soluzione migliore, perchè meno impattante, è a più ampio spettro, ha un effetto più duraturo e quasi sempre è più economica nel lungo periodo. Ma di tutto questo sicuramente ne parleremo in un altro articolo!

Chi avesse comunque la possibilità di distribuire questi insetti volontariamente, come fanno diverse associazioni a Roma, di certo non farebbe alcun danno. Come detto le coccinelle predano molte altre specie dannose per le piante ornamentali e il beneficio, nella maggior parte dei casi, sarebbe indiscutibile.

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