esemplare adulto di Exochomus quadripustulatus che si sta nutrendo di afidi - smarTrees srl

Exochomus quadripustulatus, la coccinella europea candidata alla lotta biologica contro la Toumeyella

Orlando Vezzoli (dottore, smarTrees srl), Riccardo Paganini (forestale, smarTrees srl)

A Roma, durante la primavera e l’estate 2020, sono cominciate le nostre e altrui fatiche nel tentativo di contenere la cocciniglia del pino (Toumeyella parvicornis). La cocciniglia tartaruga sembra ormai aver preso piede in modo irreversibile anche nella provincia di Roma. Ad oggi si stanno ancora valutando tutte le possibili opzioni di lotta. Tra queste, il ricorso a predatori naturali, rappresenta una soluzione intrigante, anche se non sufficiente da sola ad eradicare il parassita. Crittolemo, Exochomus, etc sono nomi di coccinelle che ultimamente e in breve tempo sono diventate molto note.

Exochomus e afidi - smarTrees srl
Esemplare adulto di Exochomus a “caccia” di afidi (foto Di Pietro)

Lotta biologica su pino si legge … crittolemo o Exochomus

Molte associazioni di volontari, nel tentativo di salvare i pini di Roma dalla Toumeyella, hanno da tempo annunciato l’utilizzo di predatori naturali come il crittolemo (Cryptolaemus montrouzieri) e come la coccinella europea Exochomus quadripustulatus, il cui nome comune, tradotto dall’inglese, è coccinella del pino. Questi insetti, parassita e predatore, hanno nomi comuni che si assomigliano, ma le coccinelle non vanno confuse con le cocciniglie. Per approfondire l’argomento basta digitare questi due nomi su internet (o, meglio, spulciare le pagine del nostro blog). Mentre al crittolemo abbiamo già dedicato un articolo, la coccinella del pino non è stata ancora trattata e rappresenta forse la scelta meno conosciuta. Ma come vedremo riserva più di una sorpresa.

Coccinella del pino (Exochomus quadripustulatus)

La coccinella del pino, da adulta, ha la forma tipica delle coccinelle, che tutti conosciamo. La sua livrea è però molto scura e lucida, tendente al nero, e decorata da quattro macchie rosse o arancioni sul dorso. Nonostante il nome datole dagli inglesi (pine ladybird), questa coccinella si può trovare su diverse specie di alberi. Preda molti gruppi di parassiti, quali coccidi, adelgidi e altri afidi lanosi. Cosa molto importante è che le coccinelle del pino (Exochomus lo ricordiamo), sono solite svernare nella lettiera, nel fogliame e nelle fessure della corteccia di alberi e arbusti sempreverdi. Questa è probabilmente la caratteristica più importante di questo predatore, che la dovrebbe far preferire al crittolemo. Quest’ultimo invece, lo ricordiamo, da noi non riesce a svernare, richiedendo temperature troppo alte.

Exochomus quadripustulatus

Si sa che è autoctona ed è presente nel nostro territorio. La sua attività di predazione sulla cocciniglia del pino (Toumeyella, giusto per non confonderci con i nomi) è dimostrata e, per questo, è disponibile in commercio presso le principali biofabbriche. La coccinella del pino è così chiamata perché è probabilmente la specie più comune di coccinella che si trova sui pini. In realtà però è possibile trovare l’Exochomus su una vasta gamma di piante. Conifere con foglie ad ago, conifere con foglie squamose e molti alberi decidui come il frassino, la betulla, l’olivastro, il salice, le querce, il faggio, il tiglio, il nocciolo, il sicomoro, l’acero e l’ippocastano. Si trova anche comunemente nei giardini su piante come cardi, ortiche e camelie (fonte: https://www.coleoptera.org.uk).

Questa specie è comune negli habitat urbani, dove è possibile ritrovarla insieme a un certo numero di altre specie di coccinelle (a 2, 7, 10, 14 punti e arlecchino).

Perchè la coccinella del pino è tanto utile?

L’interesse per l’Exochomus è a nostro avviso alto, perchè come detto, a differenza del crittolemo, la coccinella del pino è adattata al nostro clima ed è in grado di superare l’inverno senza troppe difficoltà. Questo la rende un valido candidato per essere impiegata nella lotta biologica di tipo inoculativo, che mira a creare una comunità di predatori stabile nel tempo. Così facendo sarà possibile aumentare la lunghezza degli intervalli di rilascio del predatore e, di conseguenza, sarà possibile ridurre i costi del trattamento.

Proprio come per il crittolemo, anche per l’Exochomus l’efficacia va dimostrata attraverso studi riguardanti la capacità di disperdersi in una pineta e l’efficacia come predatori. SmarTrees sta conducendo numerosi test a riguardo. Stiamo raccogliendo dati riguardanti le attività da parte delle coccinelle, informazioni fondamentali per poter poi formulare protocolli d’intervento obbiettivi. Protocolli che tengano in considerazione le condizioni dell’infestazione nelle pinete e le condizioni fisiologiche dei singoli alberi al loro interno.

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