sezione pino abbattuto - smartrees srl

Abbattimento vs cura: si può scegliere

Riccardo Paganini (forestale, smarTrees srl)

Leggendo i post dei numerosi comitati, gruppi e associazioni pubblicati quotidianamente sui social è sempre più evidente la preoccupazione dei cittadini per il problema della cocciniglia del pino.

Probabilmente sarebbe più corretto dire che le preoccupazioni sono dovute al tipo di gestione del problema più ancora che al problema in sé. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se da un lato ormai da tempo sono evidenti gli effetti di una diffusione incontrollata del parassita, dall’altro si vedono frequentemente azioni radicali di contenimento.

Abbattimenti di varie decine di alberi sono stati documentati in numerosi focolai nella capitale. Gli interventi hanno inevitabilmente suscitato molte perplessità. Spesso la rabbia della gente, che non comprende la necessità di arrivare a interventi così drastici, come l’abbattimento di interi popolamenti di pini, quando si potrebbe ricorrere a protocolli fitosanitari curativi. I dubbi avanzati inoltre riguardano anche la gestione economica delle risorse limitate. La disproporzione economica tra interventi curativi e interventi di abbattimento è infatti notevole.

Osservando cosa sta succedendo da un punto di vista più tecnico si avverte probabilmente la difficoltà di ottenere risultati significativi. Non si riesce a valorizzare gli sforzi che a tutti i livelli si stanno comunque mettendo in campo. Manca un coordinamento generale. Manca una unione di intenti e per questo è difficile percepire l’obiettivo comune e soprattutto non vi sono modalità condivise per raggiungerlo.

Ancora una volta si reputa fondamentale lo strumento del decreto di lotta alla Toumeyella, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, la cui analisi attenta fornisce molti elementi.

Un principio fondamentale che emerge dalla valutazione del decreto è che viene fornita una certa discrezionalità tra scelta drastica di abbattimenti e attuazione di protocolli fitosanitari di contenimento, ovviamente al netto di contesti irrimediabilmente compromessi. Proprio qui si dovrebbe fare leva per optare su scelte di valorizzazione e tutela del nostro patrimonio arboreo, non dimenticando, lo si vuole ripetere, che anche l’incidenza economica sarebbe più sostenibile.

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